La cura della salute e della sicurezza sul lavoro rappresenta un onere legale, ma è anche una condizione necessaria per garantire l’andamento e il progresso dell’azienda nel lungo periodo. Per essere efficace, un intervento in materia di sicurezza deve essere continuativo: non può ridursi ad atti rituali, ma deve trasformarsi in un coinvolgimento collettivo quotidiano di tutta la struttura.Date come la Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, fissata il 28 aprile di ogni anno, servono a richiamare l’attenzione sul problema, ma il vero problema è spostarlo dal silos delle ricorrenze.
· Obblighi e responsabilità del datore di lavoro
Secondo il Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/2008), il datore di lavoro è tenuto a garantire ambienti di lavoro sicuri e salubri. Questo non si traduce solo nell’adempimento di requisiti tecnici e normativi, ma nell’implementazione di un sistema di prevenzione che comprenda:
- La redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
- La nomina di figure chiave come il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP);
- La fornitura di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) adeguati;
- La predisposizione di un Piano di Emergenza ed Evacuazione;
- La nomina di addetti antincendio e primo soccorso;
- La formazione specifica e aggiornata di tutto il personale, inclusi lavoratori temporanei, apprendisti e tirocinanti, come previsto dall’articolo 37 del D.Lgs. 81/08.
Non si tratta solo di adempiere a obblighi formali, ma di attuare misure concrete ed efficaci per prevenire infortuni e tutelare la salute dei lavoratori.
· I vantaggi concreti della prevenzione
Investire nella sicurezza sul lavoro porta benefici tangibili per l’azienda:
- Riduzione degli infortuni: diminuiscono assenze, contenziosi e costi legati a risarcimenti, assicurando maggiore continuità operativa;
- Maggiore produttività: un ambiente sicuro favorisce la concentrazione, la motivazione e il benessere dei lavoratori;
- Reputazione aziendale rafforzata: essere riconosciuti come un’impresa attenta alla salute e sicurezza migliora l’immagine interna ed esterna;
- Conformità normativa: riduce il rischio di sanzioni e responsabilità penali;
- Fidelizzazione del personale: un luogo di lavoro sicuro aumenta il senso di appartenenza e riduce il turnover;
- Vantaggio competitivo: la sicurezza è spesso un criterio decisivo in bandi pubblici e gare d’appalto.
Investire nella sicurezza significa rafforzare l’efficienza aziendale, valorizzare il capitale umano e distinguersi per affidabilità e responsabilità.
· Il ruolo strategico dell’INAIL nella sicurezza sul lavoro
L’INAIL serve come punto di contatto informativo e chiave per le aziende che desiderano migliorare la sicurezza sul lavoro. Oltre a fornire assicurazione contro infortuni e malattie professionali, offre altri servizi per assistere le aziende, come:
- Finanziamenti a fondo perduto per progetti di prevenzione e per migliorare la sicurezza, come il Bando ISI INAIL, che aiuta soprattutto le piccole e medie imprese ad adottare nuove tecnologie e soluzioni efficaci;
- Consulenze tecniche gratuite mirate alla valutazione dei rischi e alla fornitura di soluzioni personalizzate per la valutazione e gestione dei rischi;
- Formazione e sensibilizzazione dedicate ai datori di lavoro e ai dipendenti attraverso corsi e materiali specifici;
- Dati aggiornati e analisi sugli infortuni e le malattie professionali, pubblicati sul portale INAIL e nei report ufficiali. Questi dati aiutano a comprendere quali settori sono più a rischio e a pianificare meglio la prevenzione.
Per esempio, secondo i Dati INAIL, il settore manifatturiero ha avuto circa 93.000 infortuni denunciati tra gennaio e ottobre 2024. Questi numeri sono importanti per capire dove concentrare gli sforzi e migliorare la sicurezza.
Sfruttare al meglio i servizi dell’INAIL consente alle aziende non solo di conformarsi alle leggi, ma anche di adottare un approccio proattivo basato sui dati per trasformare la prevenzione in un valore reale per l’azienda.
· La sicurezza sul lavoro non è occasionale
Trattare la sicurezza come un’attività da svolgere saltuariamente è una prassi errata perché richiede risultati sistematici ed operativi. L’efficacia strategica per ottenere sicurezza, invece, deve essere organizzativa. Ci deve essere un sistema che integri e monitori i rischi, una valutazione attiva degli operatori e delle procedure in atto, e soprattutto ascolto per le comunicazioni di servizio.
Fondamentale è il ruolo della formazione, che deve essere pratica, interattiva, specifica per mansione, calata nella realtà operativa dell’azienda e ripetuta nel tempo, adattandosi all’evoluzione dei rischi. Solo così i lavoratori possono diventare parte attiva e consapevole del sistema di sicurezza.
· La cultura della sicurezza: la vera svolta
La cultura della sicurezza si sviluppa nel tempo, attraverso comportamenti coerenti, comunicazione chiara e un coinvolgimento autentico di tutte le figure aziendali. Dirigenti e preposti devono essere modelli comportamentali, mentre i lavoratori devono sentirsi coinvolti, valorizzati e ascoltati.
Promuovere una cultura della sicurezza è piuttosto complesso: incentivare la collaborazione tra reparti e livelli aziendali evidenzia che si lavora verso un obiettivo comune, e, contemporaneamente, il segnalare un rischio viene trasformato in un gesto responsabile piuttosto che colpevole. Adottare questo approccio aumenta non solo la sicurezza, ma apporta benefici al clima aziendale e alle relazioni interne, dando vita a un contesto di fiducia in grado di sostenere buone performance.
· Errori da evitare nella gestione della sicurezza
Molte imprese commettono errori comuni, spesso in buona fede ma potenzialmente gravi:
- Trattare la sicurezza come formalità, compilando documenti senza cambiamenti operativi reali;
- Affidarsi esclusivamente a consulenti esterni, dimenticando la responsabilità interna;
- Non aggiornare regolarmente le procedure, ignorando l’evoluzione dei processi e dei rischi;
- Sottovalutare la comunicazione interna, che deve invece includere cartelli, riunioni e feedback costanti;
- Offrire formazione generica o occasionale, invece che specifica, continua e aggiornata;
- Trascurare i rischi emergenti legati a nuove tecnologie o modalità di lavoro, come smart working e automazione.
· Il ruolo strategico dell’imprenditore
Oggi la sicurezza sul lavoro è un fattore competitivo e questo principalmente da un punto di vista attrattivo per talenti, clienti e stakeholder. Un’azienda che investe nella salute e nella sicurezza dei propri collaboratori riesce a trascinare anche maggior innovazione e imporre una fidelizzazione, dando così vita a un’identità aziendale solida.
L’adozione di standard internazionali come la ISO 45001 offre un’opportunità quali una maggiore efficienza nella gestione dei rischi, un miglioramento complessivo delle performance e un impegno dimostrabile verso il benessere dei lavoratori. In un contesto commerciale è ormai innegabile il valore strategico di “fare la differenza” attraverso la sicurezza.
· Conclusione
Garantire la sicurezza sul lavoro non è solo un obbligo di legge, ma una scelta strategica e di visione imprenditoriale. È necessario costruire una cultura condivisa, un’organizzazione ponendosi in chiaro come obiettivo quello di rendere possibile lavorare agli operatori in un contesto di serenità, sicurezza ed efficienza.
Datori di lavoro e imprenditori hanno il potere e la responsabilità di guidare questo cambiamento. La sicurezza non è un limite, ma la condizione essenziale per crescere davvero.